Essi Vivono – Recensione

John Howard Carpenter: regista, sceneggiatore, compositore, attore, produttore cinematografico e montatore statunitense nonchè artista poliedrico.

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Carpenter, insieme a George Romero e Cronemberg, non era solito fare film da blockbuster. Anzi molto spesso li realizzava “low budget” dai contenuti tutt’altro che positivi per l’industria hollywoodiana. Questi tre registi avevano in comune la critica alla società capitalista sempre più omologata e schiava del consumismo.

All’epoca si era già affermato per cult assoluti come Halloween, Fuga da New York, La cosa. Dopo l’insuccesso al botteghino di Grosso guaio a Chinatown ebbe problemi nel farsi finanziare alcuni film successivi. Uno tra questi, Essi vivono, considerato da moltissimi fan del regista uno dei migliori.

John Nada, interpretato dal ex wrestler Roddy Piper, è il protagonista di questa storia. Si è da poco trasferito da Denver a Los Angeles. Trova presto lavoro in un cantiere, dove fa la conoscenza di Frank Armitage (Keith David), un afroamericano che vive in un campo abusivo. Frank lo accompagnerà al campo con lui. John si rende conto di strani eventi che circodano la communità. Un vecchio cieco pazzo predica discorsi ermetici, invitando la gente a “svegliarsi”.

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La polizia che reprime ogni forma di protesta. Strani messaggi criptati appaiono in televisione come un’interferenza. Elicotteri sorvolano incessantemente la zona. La sera Jhon si trova nel campo con alcuni a guardare la televisione. Questo momento racchiude un po’ l’essenza del film; ovvero criticare la società americana beffandosi di essa.  Prima viene trasmesa una pubblicità ridicola:

Se fin’ora eravate convinte di non poter colorare le vostre unghie a causa dei tanti lavori pesanti, è arrivato il momento di sfatare questa leggenda! Potrete avere delle bellissime unghie laccate con le sette nuovissime tonalità!

In seguito ci viene sbattuta in faccia l’amara verità di tutti i giorni:

Ci rendono schiavi delle forze oscure, della materia corporale e con la vanità, l’ansia e l’indolenza ci anestetizzano la mente. Queste manipolazioni sulla psiche sono state identificate otto mesi fa da un ristretto numero di scienziati i quali scoprirono incidentalmente che questi segnali provenivano da … La nostra natura umana si è lasciata sopraffare dalle istituzioni esistenti, crediamo di essere ricchi e invece siamo precipitati nell’abisso dell’aridità e della miseria, privandoci di ogni aspirazione espressione e valore umano. Questi artifici ci mantengono in uno stato di banalità elevata impedendoci di vedere la degradazione con la quale abbiamo schiacciato il mistero di Dio che è in noi, e se continueremo a vegetare nella vigliaccheria, nella cecità e nel mutismo sarà la fine. Si sono impadroniti della Terra e ci manovreranno indisturbati finché non li scopriremo e quando ci avranno annientati useranno la melma della nostra materia per concimare i loro giardini.

Girando per il campo John nota i continui cori all’interno della chiesa, attirando la sua attenzione. Entra dentro, trova un mucchio di scatole e scritte sui muri: “they live we sleep”.

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Scopre che i cori non erano altro che registrazioni. In un’altra stanza sente delle persone parlare riguardo un piano,  e di molti soldi per raggiungere l’obiettivo. Il vecchio cieco lo scopre, scappa così via dalla chiesa. La sera stessa il campo viene sgomberato in un azione fortemente repressiva da parte della polizia. Il giorno dopo John torna in chiesa, per cercare la scatola nascosta. La trova, corre via, entra in un vicolo e la apre.

Dentro ci trova solo molti occhiali da sole neri. Nota che indossandoli il mondo intorno a lui diventa in bianco e nero, non solo. Le pubblicità, i cartelloni, le riviste, i soldi appaiono per quello che sono realmente.

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Messaggi subbliminali che ogni giorno plasmano le menti della popolazione mondiale al consumo, all’obbedienza e alla sottomissione.

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Alcuni individui però, se visti con gli occhiali, risultano avere delle “teste da morto”.  Molto spesso sono poliziotti o persone di un alto rango sociale. Uno di questi si accorge dello strano comportamento di John, che potrebbe riuscire a riconoscerli, così avvisa gli altri con una ricetrasmittente.

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Arriva la polizia e John non ci pensa minimamente a farsi arrestare, così inizia uno scontro a fuoco. Durante la sparatoria prende in ostaggio Holly Thompson, (Meg Foster) assitente in uno studio televisivo.

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Nada si trova a casa di Holly, ovviamente lei lo crede pazzo per questo motivo lo spinge giù dalla finestra. John torna al vicolo per procurarsi altri occhiali, lì incontra Frank. Si sussegue una divertente quanto esasperante scena di lotta tra di due di ben 8 minuti.

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Alla fine John riesce a convincere Frank a provare gli occhiali, risvegliandolo così dalla manipolazione mentale degli alieni.

Il punto di snodo vero e proprio arriva quando i protagonisti si uniscono al gruppo di ribelli. Gli viene spiegato che il mondo è tenuto in schiavitù da una popolazione di alieni. Non hanno scopi bellici, bensì il loro obiettivo è utilizzare il pianeta terra come terzo mondo. Sfruttare tutte le risorse, consumarlo completamente, cambiare pianeta e continuare. Per raggiungere questo piano, anzichè scatenare una guerra, hanno scelto una strada silenziosa. La loro capacità di camuffamento gli ha permesso di infliltrarsi dall’economia, alla politica alla finanza. Attraverso le onde radio, la televisione, i continui messaggi subliminali, hanno creato una nuova forma di schiavitù, non più basata sull’imposizione dell’individuo, ma sul modello: “lavora-consuma-crepa“.

Dopo una serie di eventi, Jhon e Frank scoprono che l’origine del segnale si trova nello studio televisivo di Canale 54, lo stesso dove lavora Holly. Decisono così di distruggere le antenne. Interrompendo il segnale che inganna l’occhio umano, gli farebbe tornare alla loro reale sembianza aliena. Nel finale John Nada riesce a distruggere il segnale, morendo crivellato dai colpi dei nemici, risvegliando così il pianeta terra.

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Carpenter con questa piccola perla, racconta una semplice storia fantascientifica dai tratti grotteschi. I suoi punti forti sono la critica alla società consumistica anni ’80/90, e la sua auto ironia. E’ chiaro come il capitalismo ha portato la maggior parte del pianeta ad essere schiavi inconsapevoli, dediti al lavoro e al consumo. E se per caso scatta in testa qualche domanda c’è la televisione con le sue mille pubblicità e spot ridicoli a spegnerci la lampadina.

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Non a caso le teste da morto si sono infiltrate nell’economia e nella politica. Come se Carpenter volesse dirci di diffidare da queste figure. Ma la critica è anche verso le forze dell’ordine, molto spesso violente lasciando poco spazio alla libertà di protesta.

La scelta dell’oggetto pop come elemento di risveglio è tanto geniale quanto ironica. Gli occhiali da sole rappresentano  il consumismo sfrenato di quegli anni ma nell’opera permettono di vedere il mondo privo dei messaggi subbliminali degli alieni. Se non è ironia pura stile Carpenter questa!

La regia è ben curata, le inquadrature sono sempre studiate per arricchire il fotogramma. La fotografia è molto accesa e calda, andando ad accentuare i colori degli anni 80. Il bianco e nero degli occhiali va a contrastare il tutto, conferendo un’atmosfera ancora più grottesca al film.

Girato in circa 50 giorni con un budget irrisorio, They Live resta un piccolo cult purtroppo ancora troppo sotottovalutato del regista.

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